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Analisi
chimica dell'acido L-lattico su latte.
A cura di Francesco Bonicolini (laboratori cdr).
La presenza di acido Lattico o lattato nel latte è
dovuta alla fermentazione del lattosio ad opera principalmente
dei batteri lattici. Generalmente il latte appena munto non
contiene acido lattico, ma dopo qualche tempo questo aumenta
e la sua concentrazione è ben correlata alla carica
batterica totale. Il lattato può essere quindi utilizzato
come indicatore della qualità igienica del latte e
del suo stato di conservazione [1].
Perciò un analizzatore in grado di effettuare l'analisi
chimica dell'acido L-lattico su latte risulta di notevole
utilità per allevamenti di bestiame da latte, per aziende
di trasformazione e confezionamento del latte e derivati,
per istituti deputati al controllo e per i laboratori di ricerca
del settore lattiero caseario.
La
reazione biochimica più importante che si realizza
nei formaggi è la trasformazione del lattosio in acido
lattico.
La principale caratteristica che deve avere un microrganismo
caseario è quella di produrre acido lattico per preparare
il "terreno" per le successive trasformazioni biochimiche
che avvengono durante la produzione del formaggio.
Questa attività, che prende il nome di "potere
acidificante", domina sempre i primi stadi di caseificazione
e ha portato all'utilizzo di batteri lattici quali innesti
per inibire microflore dannose e favorire un regolare processo
di maturazione dei formaggi.
Per utilizzare dei buoni starter occorre determinare la loro
attività acidificante, ovvero la capacità di
produrre ACIDO LATTICO a partire da un substrato colturale
[2,3,4].
E' quindi importante per le aziende di trasformazione dei
derivati del latte avere un analizzatore affidabile in grado
di effettuare il test dell'acido lattico su latte.
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BIBLIOGRAFIA |
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[1]
L-LACTATE ELETTROCHEMICAL BIOSENSOR: PERFORMANCE EVALUTION AND
THE APPLICATION IN THE MONITORING OF MILK MICROBIAL ATTACK Nwosu,
T. N., Departiment of the Chemistry, Obafemi Awolowo University,
Nigeria. Moscone, D., Palleschi, G., and Mascini, M. Departement
of Sience and Chemical Technologies, 11 University of Rome,
Rome, Italy BIOSENSORS 92 pg.249.
[2] Bianchi Salvadori B.: Nuove tipologie di starter, loro impiego
nelle preparazioni dei prodotti lattiero caseari. Ind. Latte,
27, (1), 55 (1991).
[3] Parente E.: Il ruolo dei microrganismi nella maturazione
dei formaggi. Caseus, 3, (1), 13 (1998).
[4] I controlli nel settore lattiero - caseario. Morgan edizioni
tecniche. Laboratorio 2000. |
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